Gli elementi di impurità dell'acqua che può svelare l'osservazione microscopica, sono molti e vari per natura, forma e significato. Il seguente cenno sistematico reputo sarà bastevole per dare al lettore un'idea della cosa. Possono render impura l'acqua:
Le infiltrazioni di materie fecali, di tristissimo significato nell'acqua, si presentano sotto forma di piccole masse globose, irregolari, amorfe, giallastre o brune, ora fioccose, ora gelatinose, contornate spesso di minute goccioline di grasso.
b) Diverse forme di funghi microscopici (fig. 45, f), le cui sporule provengono evidentemente dall'atmosfera, eia cui presenza nell'acqua è sempre un indice sfavorevolissimo, come quello che l'accusa impura di sostanze organiche animali in decomposizione.
Occorre appena osservare che sarà indispensabile lavar bene con alcool, acqua bollente, e sterilizzare all'occorrenza colla fiamma della lampada i vetri, gli agitatori, i porta oggetti, ecc., di cui ci si deve servire.
È appunto questa possibilità che suggerì di ricorrere ad alcuni espedienti per fissare od uccidere quei microrganismi nell'acqua, senza però deformarli, e costringerli così a precipitare al fondo del vaso, con gli altri elementi di impurità sospesivi.
c) Esame del residuo secco dell'acqua. Un ultimo e semplicissimo procedimento, che stimo opportuno di ricordare, per l'esame micrografico dell'acqua, è quello suggerito dal Biscoff il quale consiglia di evaporare a bassa temperatura, ed al riparo del pulviscolo atmosferico, un centimetro cubo di acqua da esaminare sopra un vetro porta-oggetti, ed osservarne quindi il residuo al microscopio.
c) Purificazione dell'acqua. Ma la correzione più importante e frequente da adoprarsi sull'acqua è relativa alle sostanze minerali in eccesso o nocive, ed alle sostanze organiche od organizzate e viventi che la medesima può tener in dissoluzione o sospese, e che possono in vario modo ed in diversa misura contaminarla. Per raggiungere questo scopo complesso e difficile furono suggeriti moltissimi mezzi di vario valore, di applicazione più o meno facile. Occorre passarli rapidamente in rivista.
6° Gli ossidanti. Si annoverano fra i più attivi: il percloruro di ferro solido, nella dose di 3-4 centig. per ogni litro di acqua, usato specialmente in Olanda; l'ossido di ferro (pavonazzetto, croco di Marte, ecc.) ed il biossido di manganese provati dal Pollacci di efficacia incontestabile; il permanganato di potassa o di soda in soluzione debole, intesa sotto il nome di liquido del Condy. Questi principii, essendo buoni ossidanti delle sostanze organiche che possono ritrovarsi nell'acqua^ vengono con fiducia utilizzati a liberamela.
3° I tessuti spessi e porosi, specialmente di lana e di cotone, adoprati in forma di sacchi. La carta bibula pure può essere adoprata con profitto. Sono però materie filtranti nelle quali è massimo il potere meccanico sulle impurità sospese, trascurabile o nulla l'azione chimica sulle impurità disciolte.
4° Il carbone vegetale è pure un buon filtrante, e quello di alga è il preferibile del genere. La carbonizzazione dell'interno dei recipienti di legno nei quali deve conservarsi l'acqua è metodo ottimo suggerito dal Berthollet, che si fonda appunto sulle proprietà purificatrici di questo carbone. Acciocché questo mezzo corrisponda, occorre che la carbonizzazione sia rinnovata di quando in quando.
7° Il Carferal, materia granulosa, nera, che si assomiglia al carbone animale, ricordata dal Parkes come sostanza filtrante efficacissima e molto adoperata nella costituzione dei filtri Crease inglesi, di cui sarà parola più sotto.
Questo filtro, mentre è molto comodo, semplice e quasi direi seducente, ha però i gravi difetti di tutti i filtri solidi che, secondo il Parkes, non sono da raccomandarsi, attesoché, ostruendosi prontamente, il loro potere filtrante è di brevissima durata. Che realmente sia cosi ne fa fede anche il maggiore medico Panara quando, nel suo bel lavoro Sull'Ospedale da campo in Massaua, rileva la poco buona riuscita fatta dai filtri di carbone plastico, dei quali appunto la prima spedizione italiana sulle coste del Mar Rosso era stata provveduta.
2° Alla specie dei filtri solidi si possono ascrivere anche quelli tascàbili (fig. 50), composti di carbone o pietra arenaria e provvisti di tubo elastico, che può funzionare da sifone o da tubo di aspirazione, i quali furono molto in uso fra gli ufficiali e i soldati francesi in Algeria, e fra -le truppe inglesi durante la loro campagna contro gli Ashanti. Efficaci più che per le materie di impurità disciolte nell'acqua, per quelle che vi si possono trovare sospese, sono giudicati dal Parkes filtri molto imperfetti, atteso il loro potere filtrante limitatissimo e prontamente esauribile.
5° Nell'esercito inglese si adoprano con molto profitto gli eccellenti filtri del tenente-colonnello Crease, di cui se ne vede rappresentato uno in a della fig. 53.
La fig. 54 rappresenta appunto il modello di filtro Maignen detto a tinozza, trasportabile a dorso di mulo ed utilizzabile nelle ambulanze, per i corpi di truppa accampati, ecc., ecc. L'apparecchio filtrante è racchiuso in due vasche metalliche m e n (rappresentate in spaccato dalla figura) che possono esser legate insieme mediante la corda o, meglio ancora, situate in un paniere di vimini che le salverà dagli urti. Per servirsi del filtro si scioglie il pacco m n; una vasca è situata sotto l'orifizio o di uscita dell'acqua filtrata, l'altra serve a versare l'acqua da filtrare nello spazio s del recipiente r, in ferro bianco stagnato, che contiene la polvere carbo-calcare ed il recipiente cilindrico b a parete metallica bucherellata e rivestita della tela d'amianto a. L'acqua da filtrare, versata nella parte superiore del cavo s del recipiente r, per penetrare nel cavo del cilindro b e riuscirne bell'e filtrata dal foro o, è costretta ad attraversare la polvere carbo-calcare occupante la parte inferiore dello spazio s, e la tela d'amianto a, che riveste esternamente il cilindro b.: i due elementi attivi del filtro. Questo filtro pesa otto chilogrammi e può filtrare, ogni ora, da 25 a 40 litri di acqua che può ritenersi perfettamente pura.
Il rubinetto c, non costituisce parte essenziale del filtro, potendo questo applicarsi anche a qualunque altro tubo a chiavetta portatore di acqua, semprechè abbia un diametro adattabile alla estremità superiore del manicotto b, ed una resistenza sufficiente per sostenere il filtro che vi deve rimanere appeso.
In mancanza di acqua canalizzata sotto pressione, si potrà sempre attivare il filtro congiungendolo, mediante adatto tubo, con un vaso di acqua messo ad una certa altezza. Ponendo questo, per esempio, a soli metri 4 V2 al disopra dell'ampolla filtrante, trovai che se ne può ottenere una regolare filtrazione di litri 24 di acqua al giorno; quantità sufficiente, ad uso di bevanda, anche per una famiglia discretamente numerosa. In modo identico ci si potrebbe adoprare per rendere attive negli stabilimenti le batterie di ampolle filtranti.
Qualora, dopo un certo periodo di attività si credesse necessaria la purificazione del filtro, questa potrà farsi sempre in modo radicale e con grande facilità. Liberata l'ampolla dal suo involucro, e staccata dal manicotto elastico che la mantiene appesa al rubinetto, dopo averla bene sciaquata e vuotata dell'acqua che contiene, potrà essere immersa, per circa un'ora, in un bagno di acqua acidulata con acido cloridrico al 5 % (dal quale non è attaccabile affatto il silicato di allumina di cui essa è costituita), e quindi esposta, per un paio d'ore, ad una temperatura dai 200° ai 300° gradi, per esempio, entro un forno comune scaldato per la cottura del pane. Il bagno acido varrà a ridisciogliere le deposizioni calcari che, per avventura, avesse lasciata un'acqua dura nella trama del biscotto; l'alta temperatura disorganizzerà completamente i microbi dell'acqua arrestati dalla porcellana, sterilizzandola così nuovamente.
II filtro completo di cui ora fu parola, fu messo in commercio al limitato prezzo di L. 22, compresi gli accessori: rubinetto di bronzo nikelato e manicotto di gomma elastica, che mette in comunicazione il rubinetto stesso coll'ampolla e mantiene sospeso il filtro. È questo un prezzo assai inferiore a quello delle bougies Cliawiberland che oggi ci vengono di Francia. Trattandosi di dover rinnovare il filtro, resosi ormai impuro ed ostrutto per lunga attività, basterà cambiare la sola ampolla filtrante, posta in commercio al mite prezzo di due lire e mezzo. E così anche il problema economico può dirsi in questo filtro lodevolmente risolto.
Alle truppe in servizio di pubblica sicurezza è pure dovuta la razione di guarnigione, anche se si trovino fuori della loro residenza, salvo a migliorare il vitto secondo le disposizioni del § 1491 del Regolamento stesso (§ 1409).
a) alle truppe destinate alle grandi manovre od alle manovre di cavalleria, e pelle truppe alpine e le batterie da montagna anche durante le escursioni, dal giorno di partenza a tutto quello del ritorno;
b) alle truppe dei corpi o reparti di corpo in marcia, per cambiamento di guarnigione, dal giorno della partenza sino a tutto quello dell'arrivo alla nuova sede.
Per le truppe nei presidii fissi, i comandanti di corpo hanno anche facoltà di sostituire, in tutto od in parte, alle derrate componenti la razione normale: riso, farina di granturco, legumi secchi e legumi freschi, patate, pomidoro freschi, baccalà, formaggio, olio, conserva di pomidoro e quegli altri generi che saranno reputati necessari (§ 1419).
I. - L'unità di peso in questa tavola è il grammo. L'unità di volume per i liquidi è il centilitro. Le cifre fra parentesi indicano quantità di derrate di sostituzione. I punti interrogativi fra parentesi indicano quantità di derrate di sostituzione non determinate.
N. B. — Volendo tabelle più estese, si potrà ricorrere a quelle amplissime pure preparate dal Quetelet, che io non riporto per amore di brevità, ma che si possono trovare a pag. 1153-55 del libro del Bàroffio L'Alimentazione del Soldato. — Il Pressler pure preparò tavole estesissime di questo genere.